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16:06 by pippi in corporate
quando mi convocano nell’ufficio del personale mi presento con variegata panoplia (maalox, lettera di dimissioni irrevocabili, il portachiavi con due chili di chiavi) a un signore dimesso nell’aspetto e nell’animo che tutti chiamano il ragioniere per la ottima ragione che ragioniere è -e ci fa anche-.
il ragioniere gestisce con piglio autocratico qualcosa come 900 persone solo a roma, in un tourbillon di mugugni sogghigni e sottintesi -e mi fermo perché fare dell’ironia su un rappresentante di r.u. potrebbe sembrare lo sparo sulla crocerossa.
mi chiede se sono disposta a firmare una modifica contrattuale che due mesi fa è stato bocciata dalle associazioni dei lavoratori di tutte le sedi e di tutti i colori e che ora l’azienda esimia ripropone personalmente ai dipendenti -tanto per fare un sondaggio e capire se sareste d’accordo o no-.
dico che no, non firmo, spiego pacatamente le mie ragioni, evito di pronunciare la parola sindacato perché il ragioniere è nell’età a rischio, insomma mi comporto come si deve.
lui mi guata da dietro la scrivania: lei ha un contratto a tempo indeterminato?
io: si (spiritoso: mi hai assunto tu cinque anni fa)
lui: queste sue dichiarazioni la pongono a rischio
io: in che senso?
lui: diciamo che se l’azienda decidesse di ridimensionare il personale certo si terrebbe conto di questo suo comportamento anti-aziendale
io (con la mano sul portachiavi): anti-aziendale? ma non era un sondaggio?
lui: ma è anche un sondaggio per capire se i nostri dipendenti si sentono veramente parte dell’azienda e disposti a andarle incontro, all’azienda. l’azienda è come un grande occhio.
io (mentre mi fremono le chiavi): un grande occhio?
lui: l’azienda ha stabilito che voialtri non siete solo numeri, sa.
l’azienda ha stabilito che dietro i numeri ci sono le persone. le persone capisce? e le persone vanno guardate. per cui l’azienda è il vostro grande occhio. stia attenta. (sorride affabile, ha fatto la battuta)
io: se non le spiace vorrei tornare qui con un collega, e le sarei grata se ripetesse quanto mi ha appena detto. oppure, se per lei è più comodo, mettermelo per iscritto.
lui: signorina, non faccia la furba
esco da sinistra facendo un gesto volgare verso la telecamera a circuito chiuso.
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‘azzarola…c’è da preoccuparsi?
Commento di Ilaria — 4 Giugno 2004 @ 14:39
chiedere e’ lecito, rispondere, anche no, è cortesia, ma non quando a chiedere e’ un ragioniere che si e’ guadagnato sul campo il nick di “ragioniere”: lui proprio non c’arriva
per fortuna difficilmente i ragionieri sono davvero pericolosi
gli imbianchini, i petrolieri soprattutto se si chiamano bush, e persino qualche pianista da crociera lo sono, i ragionieri no
fidati: se non li conosco io!
Commento di melba — 4 Giugno 2004 @ 15:34