[enigmistica associativa]
un irrinunciabile rito estivo è l’acquisto regolare della settimana enigmistica alla quale dedico venti minuti in tutto al giorno: dieci la mattina, subito dopo la mia salutare colazione a base di due tazzine di caffè e dieci minuti la sera, subito dopo la salutare sigaretta del dopo cena.
in realtà la mattina la compilo, e la sera la controllo: perché di mattina riempio gli schemi nella trance indotta dallo stato cata-ipnotico del dopo risveglio, inventando senza volere parole nuove, inserendo lettere a quasi-casaccio che però maravigliosamente si combinano in un’apparenza di correttezza di soluzione che la lucidità della sera rivelerà inesistente.
ieri mattina stavo impazzendo su cornici concentriche piuttosto ostiche, quando mi imbatto nella definizione risolutiva (7 orizzontale che regala una lettera per ogni restante cornice): la makeba cantante, 6 lettere; compilo, e a cascata completo le cornici. che soddisfazione.
ieri sera al controllo non me ne torna una, di definizione, e andando a ritroso nella compilazione scopro che come nome della makeba ho inserito mabega.
mabega?
ah si, mabega.
(correggere, rifare)
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