[l’amico p.]
l’amico p. lo conosco da metà della vita considerando che ci siamo incontrati al ginnasio, e rientra in quel numero ristretto di persone per le quali si prova affetto a prescindere, qualsiasi cazzata commettano o pronuncino.
l’amico p. ha scoperto l’amore sulla soglia dei quaranta, e come strologavamo noi che gli vogliamo bene l’ha scoperto con la prima donna che gli ha attraversato la strada e con la quale si è subito imbarcato prima in una convivenza e ora in una gravidanza (siamo incinti! mi dice commosso al telefono, sempre meglio del minaccioso stai per diventare zia).
ma per esser questa la prima donna della sua vita l’amico p. unisce alle ansietudini ordinarie del convivente lo stupore-orrore dell’altro tipico dell’adolescenza e non temperato da quelle due lire di vissuto che (quasi) tutti alla sua età si ha.
così l’amico p. mi si presenta a casa in grande ambascia per raccontarmi dei suoi guai d’amore -cosa che né io né le mie amiche facciamo più dopo aver scoperto che il guaio d’amore è sempre uguale e sempre diverso e ognuno se lo risolve come può-.
e mi rivela un mondo-a-due sconosciuto nel quale lei lo rimprovera perché (lui) lava l’insalata nel lavandino o perché (lui) passa l’aspirapolvere e lei non gliel’ha ancora chiesto o perché (lui) decide di lavare i vetri in un giorno in cui piove o perché (lui) le propone di andare a fare la spesa insieme invece di andarci da solo come fa da quasi due anni o perché (lui che ha fatto la spesa da solo) non ha pensato a comprarle qualcosa che le serviva, o perché (lui) non è abbastanza puntuale quando va a portarla/prenderla al/dal lavoro, ché lei da sola non ci va.
e così guardo l’amico p. per il quale mai provai moto d’affetto più complesso di quello amicale e mi chiedo ‘caro p. ma non me lo potevi dire prima che eri tanto disponibile?’
disclaimer
benché nessuno dei miei parenti-amici abbia mai letto questo blog, le poche volte in cui ho parlato di persone che conosco i diretti interessati sono transitati qui con conseguenti gravi lesioni all’amor proprio e risentiti silenzi; quindi per la legge dei grandi numeri anche l’amico p. leggerà queste righe: amico p., a parte qualche esponente di punta del governo e il mio datore di lavoro, scrivo solo di persone a cui voglio bene. non è granché ma devi fartene una ragione.
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