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08:11 by pippi in corporate
la triade sindacale ci convoca per il consueto incontro pre-estivo: anche quest’anno ha negoziato con l’inclita azienda per garantire a tutti le ferie estive riportando, annuncia nella convocazione, insperati successi. non che nessuno ci creda, a questi tronfi trionfalismi, ma poiché in ferie si spera tutti di poterci andare, alla riunione sindacale si va, pronti al peggio, ma si va.
il primo risultato strappato è che nel periodo critico, che va dal 15 giugno al 15 settembre - alla faccia del periodo critico - potrà andare in ferie ben il 95% delle risorse. sembra un buon risultato; non si chiarisce chi/come sarà conteggiata detta percentuale, dove potrà essere controllata nel caso qualcuno ti dica no, rientri nel 5% di sfigati che resta al chiodo, ma comunque, secondo loro, è già un buon risultato.
il secondo risultato è che a quel 95% di risorse sarà garantita la possibilità di andare in ferie per ben due settimane di seguito. proteste tra gli astanti: tutti sono già andati in ferie per due settimane di seguito, alcuni, tra cui la sottoscritta, anche per tre di seguito - cosa che evidentemente non si potrà replicare se, di fatto, fissano il limite a due -.
inoltre, in caso di eccesso di richiesta, ci si atterrà allo storico: sei già andato in ferie ad agosto l’anno scorso? quest’anno tocca a un altro. la platea rumoreggia: e chi ha moglie/marito/figli liberi solo ad agosto? e chi ha già prenotato? e chi per ragioni sue vuole muoversi solo in un certo periodo?
il podio sindacale rintuzza tutti: è una questione di par condicio, ognuno deve poter accedere alle proprie ferie.
il terzo risultato è che sono state rimodulate le percentuali delle assenze.
(digressione esplicativa: siamo tutti turnisti, ergo lavoriamo di sabato, di domenica, la notte di natale, all’alba di capodanno, il pomeriggio di ferragosto, ecc.) (siamo neurochirurghi? no).
le percentuali delle assenze, millantate per il vero risultato della trattativa con l’inclita azienda che ci salaria, si articolano come segue:
su un gruppo di 40 persone, come il mio, nel predetto periodo critico potranno essere assenti ben 5,6 (cinque virgola sei equivale a 3 full time + 2 part time 75% + 1 part time 50%) persone nei giorni feriali, 3 persone il sabato e 2 persone la domenica. il che vuol dire che a meno che non ci si prenda le ferie a cavallo di un fine settimana libero per turno, si potrà andare in ferie per cinque giorni feriali, rientrare a lavorare nel fine settimana e ripartire il lunedì mattina per altri cinque giorni.
fischi dalla platea. il podio sindacale pensa bene di placare gli animi dichiarando che è meglio fissare delle norme, anche se apparentemente restrittive, piuttosto che il far west degli anni precedenti.
l’infelice citazione li seppellisce sotto un boato definitivo.
le nuove norme sulle ferie 2005 sono già operative.
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