[angeli e demoni 1. no spoiler]
(questa non è una recensione. lo sarebbe se avessi finito di leggere il libro, cosa che non è: sono a pagina 122 da circa tre giorni)
ho iniziato a leggere angeli e demoni con una soglia d’aspettativa che direi infima, e quindi ben disposta a cogliere qualsiasi spunto di svago con azzeramento del livello critico.
senonché sin dalle prime pagine ho provato un vago disagio per la scelta dei nomi dei protagonisti italiani -il nome dei protagonisti è tutt’altro che secondario, sopratutto in un certo tipo di produzione letteraria americana-.
il primo nome che incontro è leonardo vetra -grazie di averci risparmiato da vetra-.
vetra. fissata come sono con i nomi questo vetra mi sembra inverosimile; un giro sulle pagine bianche mi dice nel lazio non ne esiste nessuno, nessuno in toscana, in lombardia 15, ma dei quindici nessuno è un cognome, sono quindici nomi di aziende; vetra non esiste di per sé nemmeno nel vocabolario.
mi torna in mente la pratica che decenni fa si attuava in una casa editrice di terza serie che sfornava libri per la grande distribuzione: per un nome inglese si apriva il dizionario relativo e si sceglieva una parola che si accordasse onomatopeicamente con il personaggio, se necessario modificando/aggiungendo qualche lettera per aggiungere un tocco di esotismo. grazie a tale pratica di fecondazione onomastica vide la luce un personaggio chiamato waterf, che a suo modo riscosse un certo successo, ma poi questa è un’altra storia.
mi viene ingenerosamente spontaneo che dan brown abbia fatto lo stesso: stava lì con il vocabolario di italiano aperto alla lettera V e si è imbattuto in vetro e di lì vetra. ma che ci faceva dan brown alla lettera V?
semplice, aveva appena scelto il nome di un altro personaggio: ventresca (per ricordare: 1. la carne del ventre del tonno conservata sott’olio; 2 (tosc.). pancetta di maiale; 3 (ant.). salume fatto con ventre di maiale ripieno di carne, uova e altri ingredienti.).
e chi si becca l’evocativo appellativo? un cuoco? un ladro? sua moglie? l’amante?
no, il camerlengo. il camerlengo del papa si chiama ventresca -vespa avrebbe un malore fatale a leggere-.
ora, è possibile che sia io intossicata dalla formazione umanistica o dai romanzi dell’ottocento o dal pregiudizio nazionalista o dall’ignoranza in genere (a 16 anni scoprìi che l’incipit di quella meravigliosa ballata che mi complicava l’adolescenza non parlava di amori incorrisposti ma di prezzemolo timo salvia e rosmarino, per dire), ma proprio come farebbe vespa non ho superato lo sdegno per il camerlengo ventresca -un campionario di consonanti, come si può sentire-.
prima di esaurire i nomi alla V, brown sceglie anche il nome per la figlia del sopranominato leonardo: vittoria, e si rientra nella normalità -a parte il fatto che vittoria vetra suoni come un anatema in dauno, ma questo è un problema mio-.
[continua, temo]
2 commenti a [angeli e demoni 1. no spoiler]
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marcello
Said this on Luglio 29th, 2005 at 6:54pm:ho visto adesso il tuo messaggio, a poche ore da quando ho chiuso angeli e demoni……ok, la scelta dei nomi non è proprio molto intelligente…leonardo richimama quel da vinci che tanto ci h assillato nei meandri del CODICE DA VINCI, vittoria, forse perchè la figlia porta la scienza tanto amata dal padre alla sua personale “vittoria”?, questo non lo so..posso solo dirti che a scapito di ciò il libro, sebbene non eguagli il codice ha comunque un certo fascino che non puoi non sentire…..
fabrizio
Said this on Luglio 30th, 2005 at 3:53pm:si, il fascino di un finale ridicolo….