[atesia]
accantonata per un momento la circostanza delle ispezioni in atesia, due parole sulla circolare del 14 giugno di quest’anno emessa dal ministero del lavoro.
(glossarietto indispensabile: inbound è l’attività di risposta degli operatori di un call center - numeri verdi o a pagamento, in genere assistenza; comune attività di risposta; outbound è l’attività inversa, vale a dire l’operatore che ti chiama a casa per proporti qualsiasicosastiavendendo)
la circolare di giugno dice in estrema sintesi che gli operatori che si occupano di inbound possono aspirare a un contratto a tempo indeterminato, mentre quelli che si occupano di outbound possono rimanere in un comodo contratto a progetto, in base al fatto che
… l’ispettore al fine di apprezzare il carattere di autonomia della prestazione deve verificare l’esistenza di postazioni di lavoro attrezzate con appositi dispositivi che consentano al collaboratore di autodeterminare il ritmo di lavoro.
Nelle attività in bound l’operatore non gestisce, come nel caso dell’out bound, la propria attività , né può in alcun modo pianificarla giacché la stessa consiste prevalentemente nel rispondere alle chiamate dell’utenza, limitandosi a mettere a disposizione del datore di lavoro le proprie energie psicofisiche per un dato periodo di tempo.
in atesia ciò non avviene: da almeno due anni le chiamate in outbound vengono gestite dallo stesso sistema che gestisce l’inbound e pertanto numeri chiamati e successione delle chiamate vengono decisi dalla macchina in base alla disponibilità dell’operatore esattamente come avviene per l’inbound, nessuna autodeterminazione, nessuna autonomia della prestazione.
dunque se l’estensore della circolare non ha preso in considerazione quel che avviene in atesia,
il più grande call center del paese, primo in italia, ottavo nelle classifiche internazionali di settore, 1422 postazioni telefoniche, 300.000 contatti al giorno (numeri 2004, fonte atesia)
si può dire che non sapeva di cosa scriveva?
1 commento a [atesia]
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marco merlo
Said this on Gennaio 28th, 2007 at 1:13pm:ciao a tutti,
sono un legale di roma e gestisco molto contenzioso atesia.
al riguardo devo confessarvi che la SUBORDINAZIONE esiste sotto molteplici profili a seconda del tipo di contratto sottoscritto, teorie confermate anche dalle indicazioni del verbale ispettivo. Allora, abbiamo 4 tipologie lavorative:
1. i co.co.co.;
2. i co.co.co. con proroga (illegittima);
3. i co.co.co. con proroga (illegittima) e che passano al LAP;
4. i LAP;
ebbene in tutti e 4 i casi il lavoratore ha messo ha disposiione solo delle mere energie lavorative, ed i singolo contratti sottoscritti incorrono in diverse ipotesi di impugnabilità .
QUINDI E’ POSSIBILE OTTENERE LA SUBORDINAZIONE, ma non con i sindacati, il loro operato è una vergogna!!!
l’unica prospettiva per vedersi tutelati integralmente e la procedura giudiziaria con intervento privato.
se volete una consulenza grauita contattatemi merlomarco@hotmail.com