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13:05 by pippi in lettivisti
mi sarebbe piaciuto che la favola riservasse un colpo di coda sul finale - meglio: ci risparmiasse la moralina d’accatto e i buoni sentimenti.
questa benedetta figliola, anne hathaway, che già cercano di farcela passare per una racchietta in tacchi bassi quando è chiaro che forse con un sacchetto di carta in testa avremmo potuto crederci ma così no, dico lei, la poverina, costretta a torturarsi in chanel e jmmy choo con il solo conforto di una balenciaga, dico lei, per tutta la giovinezza votata al paupero-giornalismo in stile gabanelli (competente almeno quanto sgraziata ed elegante come gli zoccoli del dr. scholl’s) e approdata invece sull’unico posto sulla terra in cui una di mattina al fatidico non so che mettermi quantomeno sa a che santo votarsi, dico questa anne hathaway perdutamente fidanzata con uno buono&giusto al quale, pensa te!, questo rutilante mondo della moda non piace nemmeno un po’ e glielo dice, a lei, guarda che è tutto un magna-magna (e infatti lui fa il cuoco), e lei arriverà tardi al compleanno di lui e ciò sarà inevitabilmente la Goccia: lei splendida in un vattelapesca nero si presenta come una seminova a lui stravaccato sul divano dell’orrido monolocale in cui vivono e costui invece di ringraziare gli dei se ne va a letto, e lei invece di spedircelo direttamente resta lì e verso la fine gli dirà pure che sì, avevi ragione e che orrore il lusso e i valori e pippe altre varie, e insomma questa inverosimile anne è un po’ come le creme antirughe pubblicizzate da sode ventenni: un attentato alla credibilità.
(ma del resto lei, e lo si sa dall’inizio del film, porta una 42 - ciò che la rende antropologicamente inadatta al ruolo)
12:34 by pippi in corporate
l’azienda preclara, nel frattempo dei tentennamenti e delle incertezze, si ristruttura un po’ all’interno non per piacer suo ma per far piacere al cliente interno -noi.
e poiché le categorie protette sono numerosamente rappresentate decide di creare un gruppo di lavoro ad hoc che le contenga tutte e contenga solo esse. il gruppo, con la buona pace dei sentimenti di tutti, conquista subito il nome di freaks.
i sindacati insorgono - nel senso arabofenicio del termine, e cioè che fingono di insorgere dalle loro ceneri.
11:28 by pippi in blog
il massimo dell’imbarazzo in cui incorro nella pigerrima gestione del sito è quando ricevo la recensione di un lettore che si dice imbattutosi per caso in un libro per il quale l’aggettivo meno enfatico che spende è universale - anche perché è il primo di un insieme di 12 in un caleidoscopio di rimandi astro-danteschi - e che tale recensione sia firmata da tal pincopalla che però ha dimenticato di modificare il nome del mittente della posta elettronica che è proprio quello dell’autore.
ma dico: mandami un comunicato, scrivimi due righe biografiche, insomma evitiamo ulteriori figure retoriche.
Oldies, but Goodies!
Fini: E’ stata una fatalità - Il nostro giudizio sugli americani non cambia
Sulla prima parte torno ad essere senza parole, la seconda invece mi trova completamente d’accordo.
Testedicazzo.
(da un blog che non ama essere citato)
mentre l’estate trascorreva pensavo a cosa avrei dovuto fare del mio account anobii - a parte archiviarci i libri letti o leggituri, impresa che mi pareva onestamente vana.
poiché però la malattia non m’è passata, quella di affascinarmi degli incipit e il resto possa anche perire, ho trovato come occupare l’account.
[mi si scusi il linguaggio; ho […]
accade in vodafone; vodafone people, il blog
cosa sarà del diritto d’autore?
scomparsi i server edonkey
sto diventando matta con i feed per via della vecchia installazione di mt non ancora rimossa e la nuova di wp non ancora resa definitiva.
imploro i sette lettori che leggono via feed di modificare di nuovo l’indirizzo. grazie.
io: …
lui: …
io: …?
lui: …
io: …!!!
lui: se lo leggo sul blog chiedo il divorzio.
What's the dilly, yo?
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