Creature
Creature di mare non ne vedo.
Mi compiaccio di credere che mi vedano loro, chissa' perche'.
Sul fondo avevo messo piantine acquatiche, che' il pescivendolo, benche' si ostini a farsi chiamare l'addetto dell'acquario ma poi di fatto e' il pesce che vende, e allora pescivendolo lo nomino, il pescivendolo diceva che di tra una piantina e l'altra la creatura di mare possa pascersi in santa pace delle sementi sminuzzate insieme al grasso animale disidratato che spargo su questo laghetto immoto.
Ma per quanto mi sforzi, creature di mare non ne vedo.
C'e' un letto di sassolini multicolori, ghiaietta, conchigline minuscole, forse di plastica, un alberello marino che stenta a innalzare i rametti e si spiaccica sul vetro, e solo mi pare manchi in questo presepio un asinello dipinto e una capanna, che poi per il natale saremmo gia' pronti.
Al di la' dell'acquario pero' vedo bene il mio studio: il vetro lo deforma, gli conferisce un aspetto surreale e un colore uniforme grigio acciaio che a tratti sembra l'interno di una vecchia pentola d'alluminio. Sul tavolo si inclina una vecchia lampada orientabile che fece luce su altre notti e altre note: ora mi pare se la rida dei tentativi di dar vita a una scatola di vetro con ghiaietta
di Ada Alliata