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Degli stralci che seguono non si dice se siano poesie o prose, tuttavia vi invitiamo a provare a indicarne l'autore scegliendo tra i nomi proposti per ciascuno. Le indicazioni potrebbero aiutarvi a risolvere la questione proposta dal primo gioco, cioe' attribuire a ciascuno
degli stessi stralci la propria natura (poesia o prosa).

Non c'e' un tempo definito per rispondere: potete
anche consultare la letteratura italiana completa di Sapegno e prenderla con comodo:)

1.
Un pigmeo di sublime grazia cherubica fa una gara di volo con un cherubino cinese simile a un uccello del paradiso. Un trono indiano dalla statura regale, da' la mano sorridendo a un angioletto semita, capolavoro di statuina scolpita in avorio delicato.

A. Tabucchi

E. Morante

H. James

E. Canetti
2.
Si baciavano molto nelle sere di primavera, accanto a piccole sorgenti in una cava di tufo, nascoste tra ciuffi di capelvenere che sgocciolavano e sapevano odore di umidità e di terra.

G. Parise

V. Pratolini

O. Ottieri

P. Volponi
3.
Io sono uno studente e studio su una terrazza contro prati in pendio dove errano galline su cui possono piombare falchetti detti sciss. Il fucile è qui, accanto a me. Da un pezzo una ragazza bruna di fuorivia va in altalena, ogni poco mi vengono incontro i suoi ginocchi lucenti

L. Erba

R. Modesti

R. Rebora

G. Orelli
4.
La nebbia ghiacciata affumica la gora della concia e il viottolo che segue la proda. Ne escono quattro non so se visti o mai visti prima, pigri nell'andatura, pigri anche nel fermarsi fronte a fronte.
 
M. Luzi

E. Montale

G. Caproni

S. Penna
5.
Saliva ancora Donna Gelsomina per quella scala, e una sua corte di protetti, gli amici della nonna. Donna Gelsomina era una suora particolare; da se stessa si era consacrata suora, troppo modesta per riuscire a passare come una bella cammella per la gigantesca cruna d'ago della Chiesa.

A. Tabucchi

F. Ramondino

V. Pratolini

O. Fallaci
6.
Stanotte ho sognato Miriam. Indossava una lunga veste bianca che da lontano sembrava una camicia da notte; avanzava lungo la spiaggia, le onde erano paurosamente alte e si frangevano in silenzio.

A. Tabucchi

F. Ramondino

V. Pratolini

O. Fallaci
7.
Nella mia vita ho già visto le giacche, i coleotteri, un inferno stravolto da un Doré, il colera, i colori, il mare, i marmi: e una piazza di Oslo, e il Grand Hotel des Palmes, le buste, i busti

N. Balestrini

A. Giuliani

E. Pagliarani

E. Sanguineti
8.
Io l'ho veduta già vestita a verde sì fatta, ch'ella avrebbe messo in petra l'amor ch'io porto pur a la sua ombra; ond'io l'ho chesta in un bel prato d'erba innamorata, com'anco fu donna, e chiuso intorno d'altissimi colli.

D. Alighieri

F. Petrarca

G. Cavalcanti

G. Boccaccio
9.
Per ciò che, fuggendo io e sempre essendomi di fuggire ingegnato il fiero impeto di questo rappioso spirito, non solamente pe' piani ma ancora per le profondissime valli mi sono ingegnato di andare

D. Alighieri

F. Petrarca

G. Cavalcanti

G. Boccaccio
10.
Con lei foss'io da che si parte il sole e non ci vedess'altri che le stelle, sol una notte, e mai non fosse l'alba! E non se transformasse in verde selva per uscirmi di braccia, come il giorno ch'Apollo la seguia qua giù per terra.

D. Alighieri

F. Petrarca

G. Cavalcanti

G. Boccaccio

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