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Retorica

La retorica e' l'arte del dire, e come tale insegna a manipolare la lingua attraverso espedienti espressivi allo scopo di rendere piu' efficace, chiaro e ricco il discorso. Tale manipolazione coincide con un uso inconsueto della lingua, di tipo non denotativo ma connotativo, che va sotto il nome di uso figurato e si materializza nelle cosidette figure retoriche.

Di seguito trovate le definizioni di alcune figure: a voi ricordarne ricostruirne o indovinarne il nome.

1.
Ripetizione della stessa vocale, consonante o sillaba, all'inizio o all'interno di due o piu' parole contigue.

Chiama gli abitator de l'ombre eterne
il rauco suon de la tartarea tromba
(T. Tasso)


allitterazione

analogia
 
annominazione

accumulazione
2.
Ripetizione - all'inizio di un verso o di una frase- di una parola o gruppo di parole che chiudono il verso o la frase precedente.

Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.
In una capra dal viso semita
sentiva querelarsi ogni altro male
. (U. Saba)


allitterazione

annominazione

anadiplosi

anafora
3.
Ripetizione di una parola o gruppo di parole all'inizio di piu' versi o piu' frasi consecutive.

Per me si va nella citta' dolente
per me si va nell'eterno dolore
per me si va tra la perduta gente
. (D. Alighieri)


allitterazione

annominazione

anadiplosi

anafora
4.
Violazione volontaria di una norma sintattica, usata per lo piu' per riprodurre i modi della lingua parlata.

Quelli che muoiono, bisogna pregare Dio per loro. (A. Manzoni)

 
asindeto

anacoluto

anastrofe

adynaton
5.
Inversione del normale ordine sintattico di due parole, per lo piu' per ragioni ritmiche o per conferire particolare risalto al primo termine.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Provvidenza
. (E. Montale)


asindeto

anacoluto

anastrofe

adynaton
6.
Rottura dell'ordine normale delle parole, separando elementi di solito uniti tra loro (un nome dal proprio aggettivo o un complemento dal nome che lo regge).

Mille di fiori al ciel mandano incensi. (U. Foscolo)


epanortosi

epanalessi

ipotiposi

iperbato
7.
Accostamento nella medesima locuzione di due parole di significato opposto.

amara dolcezza
grido silenzioso
tacito tumulto


paronomasia

ossimoro

polisindeto

prosopopea
8.
Accostamento di parole che risultano somiglianti dal punto punto di vista fonico.

I' fui per ritornar piu' volte volto. (Dante)

paronomasia
ossimoro
parallelismo
polisindeto
9.
Coordinazione delle parole di una proposizione o delle proposizioni di un periodo facendo largo uso di congiunzioni.

... e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei ...
(G. Leopardi)

paronomasia
preterizione
parallelismo
polisindeto
10.
Associazione all'interno di un'unica immagine di nomi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse. Frequentissima nella lingua parlata, da' i suoi esisti piu' significativi nella poesia simbolica e poi nella poesia ermetica del novecento.

urlo nero (S. Quasimodo)
fredde luci (E. Montale)
voce abbrunata (M. Luzi)

metonimia
 
sineddoche
zeugma
sinestesia

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