Poiché si chiamava Raat, a scuola tutti lo chiamavano Unrat. Nulla di più semplice e naturale. Questo o quel professore, ogni tanto, cambiava pseudonimo. Arrivava una nuova infornata di alunni, scopriva nell'insegnante, con sadica gioia, un tratto comico non abbastanza apprezzato dall'infornata precedente, e, implacabile, gliel'affibbiava come soprannome. Ma, il suo, Unrat lo portava da più generazioni, in città era d'uso corrente, e i suoi colleghi lo usavano fuori di ginnasio e, appena voltava la schiena, anche dentro.

Heinrich Mann, L'angelo azzurro