In una taverna dei bassifondi londinesi, uno strano
scantinato incomparabilmente sordido, Dirty era ubriaca.
Lo era in modo estremo, le stavo accanto (la mano ancora fasciata per il taglio
che m'ero fatto rompendo quel vetro). S'era messa un abito da sera sontuoso
(ma io ero malrasato, scarruffato). Agitava le lunghe gambe, in preda a una
veemente convulsione. La taverna era piena di uomini, occhi che s'intorbidavano
sempre piu'. Facevano pensare a sigari spenti quegli occhi. E Dirty continuava
a stringere le cosce nude.
Georges Bataille, L'azzurro del cielo