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Da Piazza di Ponte a Campo di
Fiori, padron Gregorio Ferramonti godeva la notorietà e la
considerazione di un uomo, che si ritiene quasi milionario. Aveva
costruito da sé la propria fortuna. Dei vecchi lo rammentavano ancora
cascherino di Toto Setoli, un fornaio al Pellegrino, che lo aveva
raccolto per carità. Poi il cascherino era passato garzone di banco;
poi era andato ad aprire un buco di bottega, di faccia appunto
all'antico padrone. Gli rubava la clientela, dopo avergli rubato i
quattrini per fargli quella figuraccia. E da quel momento, la sua
barca aveva sempre avuto, come si dice, il vento in poppa.
Gaetano Carlo Chelli, L'eredità Ferramonti
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