| Ti
toglievi la fascia dalla vita, ti strappavi i sandali, gettavi
in un angolo l'ampia gonna, era di cotone, mi sembra, e scioglievi
il nodo che ti stringeva i capelli in una coda. Avevi la pelle
d'oca e ridevi. Eravamo talmente vicini
che non potevamo vederci, assorti entrambi in quel rito urgente,
avvolti nel calore e nell'odore che emanavamo insieme. Mi aprivo
il passo per le tue vie, le mie mani nella tua vita protesa e
le tue impazienti. Sfuggivi, mi percorrevi, mi scalavi, mi avvolgevi
con le tue gambe invincibili, mi dicevi mille volte vieni con
le labbra sulle mie.
Isabelle Allende, Eva Luna racconta
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