La creatura sgraziata che mi viene incontro dallo
specchio ombrato dell'ingresso, che separa la
cucina dal bagno, e quello dalla stanza del divano, sono io. Allorché, per disattenzione
o per sventatezza, mi accade di alzare gli occhi verso lei, la consistenza ragguardevole
delle carni e la foggia confusa dell'abbigliamento mi sbalordiscono non meno
dello sguardo opaco. Quello strano animaletto dall'aria spaurita e indolente
sono io, e lo specchio, nelle parti in cui non è cieco, conserva intatto il
suo diabolico potere e mi guarda con odio, rimandando il disordine zingaresco
del mio bottino.
Mariateresa Di Lascia, Passaggio in ombra