La notte di San Silvestro fra il 1926 e il 1927 mi trovavo con alcuni amici e conoscenti nella camera numero nove dell'Hotel Bolshaja Moskovskaja a Mosca. Per alcuni dei presenti questo modo di festeggiare, in privato, l'inizio dell'anno nuovo era il solo possibile. Non erano certo i loro princìpi a trattenerli dal dare pubblica dimostrazione della voglia di far festa. Ma dovevano stare attenti e temere l'attenzione altrui. Non potevano né mescolarsi agli stranieri, né ai cittadini del paese, e per quanto l'uno o l'altro di loro, per amore della propria idea, avesse già svolto spesso e a lungo la funzione dell'osservatore, stava ora bene in guardia, e con ragione, per non diventare lui stesso oggetto di osservazione.

Joseph Roth, Il profeta muto